Danni da infiltrazioni. Responsabiiltà. (Trib. Bari 11 novembre 2010 n. 3360)


In linea generale, responsabile di danni di tal natura è sempre il proprietario della struttura da cui lo stesso proviene.

Si tratta di una forma di responsabilità oggettiva ricadente nell’ambito di applicazione dell’art. 2051 c.c. (Danni da cose in custodia). In questo contesto, sul finire del 2010, recependo il consolidato orientamento di legittimità, il Tribunale di Bari ha avuto modo di specificare che “ ai fini della responsabilità per le cose in custodia, poi, è necessario e sufficiente che esse abbiano partecipato alla produzione del danno secondo i comuni criteri della causalità giuridica, caratterizzata dai requisiti della adeguatezza e della regolarità […]. Il custode, per liberarsi dalla presunzione di responsabilità per il danno cagionato dalla cosa, deve provare che esso si è verificato per caso fortuito tale da impedirgli di prevenire l’evento dannoso o di ridurne le conseguenze, dovendo altrimenti rispondere almeno per la parte di danni che avrebbe potuto evitare (Cass. N. 5007/96; Cass. n. 5539/97)”.

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