Condomini morosi. L’ingiunzione di pagamento.


In base all’art. 63 delle norme di attuazione del codice civile, per la riscossione delle spese condominiali, risultanti dallo stato di ripartizione approvato dall’assemblea (in base all’art. 1123 c.c.), l’amministratore può ottenere un decreto d’ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione.

La predetta disposizione di legge dà all’amministratore ampio margine di azione e la possibilità di ottenere il pagamento delle spese condominiali, quando queste risultano dalla ripartizione approvata dall’assemblea, mediante un decreto d’ingiunzione provvisoriamente esecutivo, in base alle norme previste dall’ar. 642 del c.p.c., come se si trattasse di un decreto fondato su cambiale o assegno bancario.

Gli amministratori dei condomìni devono tener presente che la predetta attività di “riscossione”, in quanto relativa all’ottenimento del pagamento delle spese condominiali occorrenti per la manutenzione ordinaria e per l’esercizio di servizi comuni, rientra tra le loro legittime attribuzioni, come previsto dall’art. 1130 c.c.

E proprio in quanto l’amministratore del condominio ha il preciso dovere di “compiere gli atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell’edificio” (punto n. 4 dell’art. 1130 c.c.), in caso di omissione (e quindi nell’ipotesi prospettata, nel caso in cui non si attivi nel procedere alla riscossione, anche tramite il ricorso al decreto ingiuntivo), egli ben potrebbe essere chiamato a rispondere dei danni provocati al condominio per la mancata riscossione delle spese condominiali.

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